Mobilità sostenibile: La risposta a crisi e inquinamento

L'espressione mobilità sostenibile indica quelle modalità di spostamento in grado di diminuire gli impatti ambientali, sociali ed economici generati dai veicoli privati come l'inquinamento atmosferico, la congestione stradale ecc.
Complice la crisi che ha investito le economie di tutto il mondo gli automobilisti un po' per scelta un po' per necessità hanno iniziato a considerare questo nuovo "stile" per i loro spostamenti.
Il car sharing (auto in condivisione) è nato negli USA durante la seconda guerra mondiale dove si doveva risparmiare benzina per lo sforzo bellico ma è ben radicato anche in Europa (i primi nel 1987 sono stati gli svizzeri). La vettura non è più acquistata ma bensì affittata (da compagnie ma anche da privati quando non la utilizzano). Un sito/app/call center vi indica dove trovarla mentre le modalità di "restituzione" variano in base alla compagnia. Gli automobilisti che percorrono meno di 7 mila km all'anno possono risparmiare fino al 50% con questa formula, per non parlare dei vantaggi per l'ambiente.
L'altra forma di mobilità sostenibile che sta prendendo piede è il cosiddetto car pooling (auto di gruppo): l'automobilista che desidera condividere la propria auto dichiara quanti posti ha a disposizione e la sua destinazione su un apposito portale che viene utilizzato anche da chi cerca un passaggio: in questo modo il costo del trasporto è diviso tra più persone e diminuisce il numero di vetture circolanti. Questa formula è di gran lunga preferita dai giovani (il 50% degli utilizzatori ha meno di 35 anni) anche per le valenze "social" (al risparmio si abbina la possibilità di conoscere nuove persone).